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Gli strumenti necessari per la lavorazione
del merletto sono: il tombolo, i fuselli,
il filo, gli spilli e
la stampa.
Il tombolo è un cuscino cilindrico
foderato di stoffa scura, riempito di un particolare
tipo di fieno, il falasco. Questa pianta
erbacea rendendo il cuscino duro e compatto assicura
una certa precisione nella lavorazione dei fili che avviene
su di esso. Durante la lavorazione, il tombolo viene
poggiato su una specie di cavalletto in
legno ma, in mancanza, anche una sedia, un muro o una
ringhiera possono benissimo sostituirlo.
I fuselli sono bastoncini di legno con
una scanalatura nella parte superiore che funge da bobina
per l'avvolgimento del filo. Ne esistono di diversi tipi
e dimensioni, di forma diversa, che si differenziano
per tradizione e paese. Possono essere di noce, quelli
più pregiati, oppure di pero e di ulivo. Vengono
usati sempre a coppie e quindi in numero pari.
Il filo è quasi sempre il "refe" di
lino, di vario spessore, pregiato e molto resistente,
dotato di una brillantezza che non si perde neanche con
il lavaggio. Un tempo esso era preparato dalle stesse
trinaie o dalle suore nei conventi, oggi da fabbriche
specializzate. In alcuni casi viene usato anche il cotone,
naturalmente meno pregiato del lino. L'avvolgimento del
filo sui fuselli viene fatto a mano. Il filo, fermato
da un particolare nodo simile ad un cappio, deve essere
libero di scorrere durante la lavorazione. I fuselli
non devono essere riempiti oltre una certa regola.
Gli spilli servono per fissare il lavoro
e si distinguono in spilli comuni ed in altri più lunghi,
con una capocchia più grande, detti cape.
La stampa è costituita da un
foglio con la riproduzione del disegno da eseguire, attaccato
su cartoncino o su stoffa, mediante una colla fatta di
acqua e farina, per creare una base sufficientemente
resistente all’inserimento degli spilli. Seguendo
le linee del disegno e fissando ad esse il refe,
il merletto prende forma. Viene applicata sul tombolo. |
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