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- Cape (Le) spilli di lunghezza
maggiore rispetto alla norma, muniti ad una estremità di
una capocchia sferica arrotondata fatta di vetro
a colori, o, più comunemente, di ceralacca
o di plastica.
- Cappiétte (Le) lavorazione
ad incrocio. (vedi Sceda)
- Carleniere (carliniere?) probabilmente
un antico modulo della sceda, di cui non si ha più traccia,
che si ispirava alle figure riprodotte sulla moneta
napoletana detta carlino.
- Ceqquaia (La) disegno ripreso
dall'omonimo gioiello in filigrana (orecchino o spilla).
Nelle liste di antichi corredi dotali è italianizzato
in "scioccaglia", cioè sciocchezzuola,
cosa da poco.
- Chiuse ad otto (Le) il disegno
rappresenta veramente un otto. (vedi Sceda)
- Ciammarica (La) merletto rappresentante
una lumaca. E' uno dei vari disegni della categoria
dei pizzi rinascimentali.
- Cimarella rifinitura ad andamento
ondulato con tre spille rivoltate posta sul bordo
di alcuni tipi di sceda. In alternativa alla frangia
viene realizzata soprattutto quando la trina deve
essere utilizzata come bordo per un asciugamano.
- Còre (I) (il cuore) in
questa trina si lavorano alcuni punti a liscio in
una rete di cappiette formando un cuore. (vedi Sceda)
- Crucétte (Le) (le crocette)
modello dal quale sia la lavorazione che il disegno
iniziano ad evolvere verso metodi nuovi e più complessi.
(vedi Sceda)
- Cuscino così è anche
chiamato il tombolo. (vedi Tombolo)
- Diént d'i chiane (I) (i
denti dei cani) successione di triangolini formati
con la lavorazione della flettrua. E' la più elementare
forma di pizzo. (vedi Sceda)
- Esse (La) riproduce la lettera
dell'alfabeto e va eseguito con 19 coppie di fuselli.
- Falasco particolare tipo di pianta
erbacea usata per impagliare seggiole, intrecciare
sporte e stuoie ed anche per riempire e dar forma
al tombolo.
- Flettrua (La) trecciolina eseguita
con due coppie di fuselli. Rappresenta la prima lavorazione
presente nella sceda, vale a dire la più semplice.
(vedi Sceda)
- Frangia rifinitura costituita
da una serie di fili della stessa lunghezza lasciati
pendere dal bordo di alcuni tipi di sceda solitamente
destinati ad essere utilizzati come bordo per un
asciugamano.
- Fusello bastoncino di legno dalla
linea affusolata scanalato nella parte superiore
per creare una bobina sulla quale poter avvolgere
il filo. In dialetto prende il nome di tammaréie
(al singolare) o tammariéie (al plurale).
- Giarra (La) disegno rappresentante
una giara (vedi Sceda)
- Giarra e la frasca (La) (la giara
e il ramoscello) è una diversa interpretazione
delle tre fernecelle che porta alla formazione di
un ramoscello con una girata centrale. Per la lavorazione
occorrono 28 coppie di fuselli. (vedi Sceda)
- Girasòle (I) questa trina
presenta una viarella ondulata di liscio centrale
che alterna ai lati una serie di nove cappiette e
una composizione di intrecci detta appunto girasole.
Per la lavorazione occorrono 24 coppie di fuselli.
(vedi Sceda)
- Leschetèlle (Le) (le piccole
lische) successione di disegni che richiamano lo
scheletro dei pesci. (vedi Sceda)
- Mandoletta elemento a forma di
fogliolina, o mandorla, che, riprodotto più volte
ed unito ad altri uguali attraverso le estremità,
può dare origine ad un particolare tipo di
rete detta appunto a mandolette o ad altri disegni
che richiamano motivi floreali.
- Merletto velo o tessuto a punti
radi con diversi nodi e intrecci.Lo stesso che trina
o pizzo.Esistono diversi tipi di lavorazione a seconda
che venga eseguito con aghi o fuselli.
- Mèse cambrucce (Le) (le
mezze camerette) disegno dato da una successione
di fori separati e alternati, a destra e a sinistra,
da una serpentina. (vedi Sceda)
- Mése Róte indica
la metà di un rote, quindi un ovale tagliato
a metà. Lo troviamo ripetuto sui bordi di
alcuni tipi di sceda.
- Òme (I), fémmena (la), fónde (la)
(l'uomo, la donna, la fonte) il disegno si riferisce
ad uno sfondo di paesaggio avente come soggetti un
uomo, una donna ed una fontana. (vedi Sceda)
- Papara (La) e la fónde (la
papera e la fonte) merletto che prende il nome dai
soggetti rappresentati. (vedi Sceda)
- Passata d'i tammariéi (La)
(il passaggio dei fuselli) questo nome più che
ricordare una forma indica una tecnica di lavoro.
La trina è formata da due moduli distinti:
il primo è dato da quattro riôte (plurale
di róte=teglia) uniti al centro e ai bordi
con cappiette; il secondo è formato da una
rete detta appunto passata d'i tammariéi.
Per la lavorazione occorrono 28 coppie di fuselli.
(vedi Sceda)
- Pescetèlle (Le) successione
di piccoli pesci, che rappresentano il primo vero
segno grafico della sceda. (vedi Sceda)
- Pezzuaréie lavorazione
a liscio a forma di semiluna (detta anche mese rote)
o di triangolo presente in alcuni tipi di sceda.
- Pezzuaréie ch' la resvolta (I)
(il pizzo piccolo con la svolta) modello caratterizzato
da un mezzo róte o pezzuaréie e una
viarella di liscio centrale ad effetto ondulato.
Per la lavorazione occorrono 21 coppie. (vedi Sceda)
- Pezzuaréie ch'i róte (I)
(il pizzo piccolo con il "roto") la particolarità di
questa trina è data dalla presenza centrale
di un elemento dalla forma ovale ad imitazione di
una teglia (roto=teglia) eseguito con la tecnica
di lasciare e riprendere le coppie. Per la lavorazione
occorrono 21 coppie di fuselli. (vedi Sceda)
- Pezzuaréie ch'la scaluccia (I)
(il pizzo piccolo con la scaletta) pizzo che forma
una scala attraverso l'aumento e la diminuzione di
fuselli (20 coppie). (vedi Sceda)
- Pint e lisci (I) alternanza della
lavorazione bucherellata dei pint pint e di una lavorazione
liscia e più compatta. La parte liscia contraddistingue,
come accade per i pint pint, una lavorazione che
verrà usata nei modelli successivi, chiamata
a liscio. (vedi Sceda)
- Pint Pint (I) lavorazione bucherellata
che prelude alle retine. Essa può trovarsi
in molti moduli più complessi, laddove si
parla di lavorazione a pint. Il nome, forse da pinto
o pitturato, allude alla leggerezza della trama.
(vedi Sceda)
- Pizzo trina o merletto (vedi Merletto)
Pizzo 7 Fronde pizzo sciolto il cui disegno è caratterizzato
da 7 foglie, realizzato con 12 o 13 coppie di fuselli.
- Pizzo a Portone pizzo sciolto
che riproduce la forma dei portali, per la sua realizzazione
sono previste dalle 15 alla 18 coppie di fuselli.
- Pizzo a Spille Rivoltate particolare
tecnica usata nella fase d'inserimento dello spillo
attorno al quale viene fatto girare il filo.
- Pizzo al Tombolo particolare genere
di tessuto lavorato con fuselli di legno e filo di
refe. La sua caratteristica è quella di possedere
una trama, applicata su un cuscino cilindrico (tombolo),
sulla quale si conducono disegni di vario genere,
secondo lavorazioni diverse.
- Pizzo Rinascimentale merletto
ottenuto dall'intreccio di 6 o 7 coppie di fuselli
che danno origine alla cosiddetta viarella e ad eventuali
reti. Il risultato finale è un disegno a motivi
geometrici, floreali o animali. La lavorazione consiste
nell'intreccio di una sola coppia di fuselli con
le altre.
- Pizzo Sciolto merletto ottenuto
dall'intreccio di un numero di coppie di fuselli
che può variare da 15 in su. La lavorazione
consiste nell'intreccio libero delle varie coppie,
le quali passano da un lato all'altro lasciando molti
spazi vuoti. I disegni che ne derivano possono essere
quindi i più vari.
- Pupuatta (La) (la bambola) modello
formato da una rete a velo al centro della quale,
attraverso una lavorazione a liscio, si disegna una
bambola. Rappresenta una fra le ultime e più complesse
lavorazioni della sceda. Per la lavorazione occorrono
28 coppie di fuselli. (vedi Sceda)
- Rattaccata (La) (collegamento)
tecnica attraverso la quale vengono collegati più punti
della trina.
- Refe filato ritorto comunemente
usato per fare cuciture.
- Resvolta viarella ondulata presente
in alcuni tipi di sceda.
- Rete intreccio di fili annodati
fra di loro a maglie più o meno fitte.
- Rete a Mandoletta (vedi Mandoletta)
- Rete a Mattonella rete formata
da tanti quadratini; il numero dei fuselli è proporzionale
alla grandezza dell'area di lavoro.
- Rete a Velo rete molto sottile
che richiama la leggerezza del velo. Viene eseguita
con un numero di fuselli variabile, a seconda della
grandezza dello spazio da riempire.
- Retina (La) la lavorazione dà origine
ad un tipo di rete che è stata paragonata
per la sua forma a quella dei pescatori. (vedi Sceda)
- Retina ch' la resvolta (La) trina
caratterizzata dalla presenza di una rete formata
da piccole cappiette e da uno snodo centrale lavorato
a liscio, il quale ha origine dal passaggio di 6
coppie di fuselli da una parte all'altra. Per la
lavorazione occorrono 24 coppie di fuselli. (vedi
Sceda)
- Retina ch'i róte (La) trina
originata dalla combinazione di più modelli:
i róte (disegno ovale a forma di teglia),
la risvolta e la retina. Al lato della viarella centrale
vengono eseguite 9 cappiette esterne. Il róte
viene posizionato al centro di una rete di cappiette
eseguita con 9 coppie di fuselli. Per la lavorazione
occorrono 26 coppie di fuselli. (vedi Sceda)
- Reternata (La) (il ritorno) tecnica
di lavorazione usata nell'elaborazione della viarella.
Permette di dare alla viarella un andamento curvilineo
che la lavorante renderà più o meno
accentuato a seconda delle esigenze del lavoro. L'intreccio
ritorna più volte sul lato esterno della curva
senza l'interruzione dello spillo sul lato interno.
- Scannitte (piccolo scanno) cavalletto
in legno usato per sorreggere il tombolo. In molti
casi esso viene sostituito da una sediolina o da
altri appoggi di fortuna (muro, gradino, ringhiera
ecc.).
- Sceda campionario rappresentativo
dei vari modelli di lavorazione, dal più semplice
al più complesso, eseguiti con un numero sempre
maggiore di fuselli. Essa rappresenta il percorso
che ogni esperta trinaia ha compiuto per l'acquisizione
di una buona tecnica di esecuzione del merletto al
tombolo. Il termine è usato anche per indicare
il singolo modello. (per i vari moduli vedi la sezione"Sceda")
- Spiga pizzo riproducente le spighe;
richiede 17 coppie di fuselli
- Stampa tracciato sul quale avviene
la lavorazione del merletto. E' costituito da un
foglio con la riproduzione del disegno da eseguire,
attaccato su cartoncino o su stoffa, mediante una
colla fatta di acqua e farina, per creare una base
sufficientemente resistente all'inserimento degli
spilli. Seguendo le linee del disegno e fissando
ad esse il refe, il merletto prende forma. Viene
applicata sul tombolo.
- Tammaréie (fusello). (vedi
Fusello)
- Tombolo cuscino a forma di rullo,
imbottito con un particolare fieno, il falasco, e
foderato con una consistente stoffa scura solitamente
a righe verticali sulle quali fermare gli spilli
in maniera più precisa. La grandezza del tombolo
può variare a seconda delle dimensioni del
lavoro da eseguire. Rappresenta il supporto su cui
applicare la stampa.
- Tre fernecèlle (Le) (le
tre foglioline) sceda di particolare difficoltà che
la lavorante deve essere in grado di eseguire senza
l'utilizzo della stampa ma facendo semplicemente
riferimento ad un modello già realizzato.
Il risultato finale è costituito da tre foglioline.
Per la lavorazione occorrono 24 coppie di fuselli.
(vedi Sceda)
- Trina merletto, pizzo. (vedi Merletto)
- Trinaia esecutrice di merletti.
Ventaglio lavoro caratterizzato dal disegno riproducente
il ventaglio; sono richieste 9 coppie di fuselli.
- Ventuaie (I) il ventaglio. (vedi
Ventaglio)
- Viarella lavorazione lineare e
compatta somigliante ad una stradina, che attraverso
le sue curve può formare una vasta tipologia
di disegni a motivi geometrici, floreali o animali.
La linearità e la compattezza del lavoro sono
ottenute dall'intreccio di 6 o 7 coppie di fuselli,
delle quali è solo una ad intrecciare le altre.
La viarella caratterizza il pizzo rinascimentale.
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