lunedì, 6 Settembre 2010

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  • Cape (Le) spilli di lunghezza maggiore rispetto alla norma, muniti ad una estremità di una capocchia sferica arrotondata fatta di vetro a colori, o, più comunemente, di ceralacca o di plastica.
  • Cappiétte (Le) lavorazione ad incrocio. (vedi Sceda)
  • Carleniere (carliniere?) probabilmente un antico modulo della sceda, di cui non si ha più traccia, che si ispirava alle figure riprodotte sulla moneta napoletana detta carlino.
  • Ceqquaia (La) disegno ripreso dall'omonimo gioiello in filigrana (orecchino o spilla). Nelle liste di antichi corredi dotali è italianizzato in "scioccaglia", cioè sciocchezzuola, cosa da poco.
  • Chiuse ad otto (Le) il disegno rappresenta veramente un otto. (vedi Sceda)
  • Ciammarica (La) merletto rappresentante una lumaca. E' uno dei vari disegni della categoria dei pizzi rinascimentali.
  • Cimarella rifinitura ad andamento ondulato con tre spille rivoltate posta sul bordo di alcuni tipi di sceda. In alternativa alla frangia viene realizzata soprattutto quando la trina deve essere utilizzata come bordo per un asciugamano.
  • Còre (I) (il cuore) in questa trina si lavorano alcuni punti a liscio in una rete di cappiette formando un cuore. (vedi Sceda)
  • Crucétte (Le) (le crocette) modello dal quale sia la lavorazione che il disegno iniziano ad evolvere verso metodi nuovi e più complessi. (vedi Sceda)
  • Cuscino così è anche chiamato il tombolo. (vedi Tombolo)
  • Diént d'i chiane (I) (i denti dei cani) successione di triangolini formati con la lavorazione della flettrua. E' la più elementare forma di pizzo. (vedi Sceda)
  • Esse (La) riproduce la lettera dell'alfabeto e va eseguito con 19 coppie di fuselli.
  • Falasco particolare tipo di pianta erbacea usata per impagliare seggiole, intrecciare sporte e stuoie ed anche per riempire e dar forma al tombolo.
  • Flettrua (La) trecciolina eseguita con due coppie di fuselli. Rappresenta la prima lavorazione presente nella sceda, vale a dire la più semplice. (vedi Sceda)
  • Frangia rifinitura costituita da una serie di fili della stessa lunghezza lasciati pendere dal bordo di alcuni tipi di sceda solitamente destinati ad essere utilizzati come bordo per un asciugamano.
  • Fusello bastoncino di legno dalla linea affusolata scanalato nella parte superiore per creare una bobina sulla quale poter avvolgere il filo. In dialetto prende il nome di tammaréie (al singolare) o tammariéie (al plurale).
  • Giarra (La) disegno rappresentante una giara (vedi Sceda)
  • Giarra e la frasca (La) (la giara e il ramoscello) è una diversa interpretazione delle tre fernecelle che porta alla formazione di un ramoscello con una girata centrale. Per la lavorazione occorrono 28 coppie di fuselli. (vedi Sceda) 
  • Girasòle (I) questa trina presenta una viarella ondulata di liscio centrale che alterna ai lati una serie di nove cappiette e una composizione di intrecci detta appunto girasole. Per la lavorazione occorrono 24 coppie di fuselli. (vedi Sceda) 
  • Leschetèlle (Le) (le piccole lische) successione di disegni che richiamano lo scheletro dei pesci. (vedi Sceda) 
  • Mandoletta elemento a forma di fogliolina, o mandorla, che, riprodotto più volte ed unito ad altri uguali attraverso le estremità, può dare origine ad un particolare tipo di rete detta appunto a mandolette o ad altri disegni che richiamano motivi floreali. 
  • Merletto velo o tessuto a punti radi con diversi nodi e intrecci.Lo stesso che trina o pizzo.Esistono diversi tipi di lavorazione a seconda che venga eseguito con aghi o fuselli. 
  • Mèse cambrucce (Le) (le mezze camerette) disegno dato da una successione di fori separati e alternati, a destra e a sinistra, da una serpentina. (vedi Sceda) 
  • Mése Róte indica la metà di un rote, quindi un ovale tagliato a metà. Lo troviamo ripetuto sui bordi di alcuni tipi di sceda.
  • Òme (I), fémmena (la), fónde (la) (l'uomo, la donna, la fonte) il disegno si riferisce ad uno sfondo di paesaggio avente come soggetti un uomo, una donna ed una fontana. (vedi Sceda)
  • Papara (La) e la fónde (la papera e la fonte) merletto che prende il nome dai soggetti rappresentati. (vedi Sceda)
  • Passata d'i tammariéi (La) (il passaggio dei fuselli) questo nome più che ricordare una forma indica una tecnica di lavoro. La trina è formata da due moduli distinti: il primo è dato da quattro riôte (plurale di róte=teglia) uniti al centro e ai bordi con cappiette; il secondo è formato da una rete detta appunto passata d'i tammariéi. Per la lavorazione occorrono 28 coppie di fuselli. (vedi Sceda)
  • Pescetèlle (Le) successione di piccoli pesci, che rappresentano il primo vero segno grafico della sceda. (vedi Sceda)
  • Pezzuaréie lavorazione a liscio a forma di semiluna (detta anche mese rote) o di triangolo presente in alcuni tipi di sceda.
  • Pezzuaréie ch' la resvolta (I) (il pizzo piccolo con la svolta) modello caratterizzato da un mezzo róte o pezzuaréie e una viarella di liscio centrale ad effetto ondulato. Per la lavorazione occorrono 21 coppie. (vedi Sceda)
  • Pezzuaréie ch'i róte (I) (il pizzo piccolo con il "roto") la particolarità di questa trina è data dalla presenza centrale di un elemento dalla forma ovale ad imitazione di una teglia (roto=teglia) eseguito con la tecnica di lasciare e riprendere le coppie. Per la lavorazione occorrono 21 coppie di fuselli. (vedi Sceda)
  • Pezzuaréie ch'la scaluccia (I) (il pizzo piccolo con la scaletta) pizzo che forma una scala attraverso l'aumento e la diminuzione di fuselli (20 coppie). (vedi Sceda)
  • Pint e lisci (I) alternanza della lavorazione bucherellata dei pint pint e di una lavorazione liscia e più compatta. La parte liscia contraddistingue, come accade per i pint pint, una lavorazione che verrà usata nei modelli successivi, chiamata a liscio. (vedi Sceda)
  • Pint Pint (I) lavorazione bucherellata che prelude alle retine. Essa può trovarsi in molti moduli più complessi, laddove si parla di lavorazione a pint. Il nome, forse da pinto o pitturato, allude alla leggerezza della trama. (vedi Sceda)
  • Pizzo trina o merletto (vedi Merletto) Pizzo 7 Fronde pizzo sciolto il cui disegno è caratterizzato da 7 foglie, realizzato con 12 o 13 coppie di fuselli.
  • Pizzo a Portone pizzo sciolto che riproduce la forma dei portali, per la sua realizzazione sono previste dalle 15 alla 18 coppie di fuselli.
  • Pizzo a Spille Rivoltate particolare tecnica usata nella fase d'inserimento dello spillo attorno al quale viene fatto girare il filo.
  • Pizzo al Tombolo particolare genere di tessuto lavorato con fuselli di legno e filo di refe. La sua caratteristica è quella di possedere una trama, applicata su un cuscino cilindrico (tombolo), sulla quale si conducono disegni di vario genere, secondo lavorazioni diverse.
  • Pizzo Rinascimentale merletto ottenuto dall'intreccio di 6 o 7 coppie di fuselli che danno origine alla cosiddetta viarella e ad eventuali reti. Il risultato finale è un disegno a motivi geometrici, floreali o animali. La lavorazione consiste nell'intreccio di una sola coppia di fuselli con le altre.
  • Pizzo Sciolto merletto ottenuto dall'intreccio di un numero di coppie di fuselli che può variare da 15 in su. La lavorazione consiste nell'intreccio libero delle varie coppie, le quali passano da un lato all'altro lasciando molti spazi vuoti. I disegni che ne derivano possono essere quindi i più vari.
  • Pupuatta (La) (la bambola) modello formato da una rete a velo al centro della quale, attraverso una lavorazione a liscio, si disegna una bambola. Rappresenta una fra le ultime e più complesse lavorazioni della sceda. Per la lavorazione occorrono 28 coppie di fuselli. (vedi Sceda)
  • Rattaccata (La) (collegamento) tecnica attraverso la quale vengono collegati più punti della trina.
  • Refe filato ritorto comunemente usato per fare cuciture.
  • Resvolta viarella ondulata presente in alcuni tipi di sceda.
  • Rete intreccio di fili annodati fra di loro a maglie più o meno fitte.
  • Rete a Mandoletta (vedi Mandoletta)
  • Rete a Mattonella rete formata da tanti quadratini; il numero dei fuselli è proporzionale alla grandezza dell'area di lavoro.
  • Rete a Velo rete molto sottile che richiama la leggerezza del velo. Viene eseguita con un numero di fuselli variabile, a seconda della grandezza dello spazio da riempire.
  • Retina (La) la lavorazione dà origine ad un tipo di rete che è stata paragonata per la sua forma a quella dei pescatori. (vedi Sceda)
  • Retina ch' la resvolta (La) trina caratterizzata dalla presenza di una rete formata da piccole cappiette e da uno snodo centrale lavorato a liscio, il quale ha origine dal passaggio di 6 coppie di fuselli da una parte all'altra. Per la lavorazione occorrono 24 coppie di fuselli. (vedi Sceda)
  • Retina ch'i róte (La) trina originata dalla combinazione di più modelli: i róte (disegno ovale a forma di teglia), la risvolta e la retina. Al lato della viarella centrale vengono eseguite 9 cappiette esterne. Il róte viene posizionato al centro di una rete di cappiette eseguita con 9 coppie di fuselli. Per la lavorazione occorrono 26 coppie di fuselli. (vedi Sceda)
  • Reternata (La) (il ritorno) tecnica di lavorazione usata nell'elaborazione della viarella. Permette di dare alla viarella un andamento curvilineo che la lavorante renderà più o meno accentuato a seconda delle esigenze del lavoro. L'intreccio ritorna più volte sul lato esterno della curva senza l'interruzione dello spillo sul lato interno.
  • Scannitte (piccolo scanno) cavalletto in legno usato per sorreggere il tombolo. In molti casi esso viene sostituito da una sediolina o da altri appoggi di fortuna (muro, gradino, ringhiera ecc.).
  • Sceda campionario rappresentativo dei vari modelli di lavorazione, dal più semplice al più complesso, eseguiti con un numero sempre maggiore di fuselli. Essa rappresenta il percorso che ogni esperta trinaia ha compiuto per l'acquisizione di una buona tecnica di esecuzione del merletto al tombolo. Il termine è usato anche per indicare il singolo modello. (per i vari moduli vedi la sezione"Sceda")
  • Spiga pizzo riproducente le spighe; richiede 17 coppie di fuselli
  • Stampa tracciato sul quale avviene la lavorazione del merletto. E' costituito da un foglio con la riproduzione del disegno da eseguire, attaccato su cartoncino o su stoffa, mediante una colla fatta di acqua e farina, per creare una base sufficientemente resistente all'inserimento degli spilli. Seguendo le linee del disegno e fissando ad esse il refe, il merletto prende forma. Viene applicata sul tombolo.
  • Tammaréie (fusello). (vedi Fusello)
  • Tombolo cuscino a forma di rullo, imbottito con un particolare fieno, il falasco, e foderato con una consistente stoffa scura solitamente a righe verticali sulle quali fermare gli spilli in maniera più precisa. La grandezza del tombolo può variare a seconda delle dimensioni del lavoro da eseguire. Rappresenta il supporto su cui applicare la stampa.
  • Tre fernecèlle (Le) (le tre foglioline) sceda di particolare difficoltà che la lavorante deve essere in grado di eseguire senza l'utilizzo della stampa ma facendo semplicemente riferimento ad un modello già realizzato. Il risultato finale è costituito da tre foglioline. Per la lavorazione occorrono 24 coppie di fuselli. (vedi Sceda)
  • Trina merletto, pizzo. (vedi Merletto)
  • Trinaia esecutrice di merletti. Ventaglio lavoro caratterizzato dal disegno riproducente il ventaglio; sono richieste 9 coppie di fuselli.
  • Ventuaie (I) il ventaglio. (vedi Ventaglio)
  • Viarella lavorazione lineare e compatta somigliante ad una stradina, che attraverso le sue curve può formare una vasta tipologia di disegni a motivi geometrici, floreali o animali. La linearità e la compattezza del lavoro sono ottenute dall'intreccio di 6 o 7 coppie di fuselli, delle quali è solo una ad intrecciare le altre. La viarella caratterizza il pizzo rinascimentale.

Gal Abruzzo Italico
 
Museo del Tombolo - Piazza Municipio, 16 (Palazzo Fanzago) - Tel. 0864.640004-03 - Pescocostanzo (Aq)